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Genitori non sposati: quali diritti per i papà

Genitori non sposati: quali diritti per i papà

Anche se non è sposato con la madre dei suoi figli, il padre ha comunque diversi diritti oltre che precisi obblighi verso la prole

In una coppia sposata il riconoscimento del figlio è automatico, purtroppo lo stesso non può dirsi in caso di coppia non sposata. Il padre non sposato ha innanzitutto il diritto e il dovere di riconoscere il figlio, infatti, se non vi provvede può essere la madre o il figlio a chiedere il riconoscimento, anche rivolgendosi al giudice per far dichiarare la paternità.

Anche i padri single hanno il diritto di prendere le decisioni rilevanti per tutto ciò che riguarda il figlio, specie quando questi è piccolo e non è in grado di provvedervi da solo. Così, a prescindere dal fatto che siano uniti in matrimonio, i genitori hanno in egual misura diritto di decidere in che scuola iscrivere il figlio, come fargli trascorrere il tempo libero e così via, sempre nel rispetto delle inclinazioni del minore.

Laddove il piccolo viva con la madre, il padre ha poi il diritto di frequentarlo e fargli visita, garantendo la propria costante presenza. La ex moglie o compagna non può mai impedirglielo, salvo che ricorrano delle valide e serie ragioni, che comunque non le consentono di allontanare il padre di propria iniziativa, ma che devono essere comunque poste al vaglio di un giudice, che farà i necessari accertamenti.

I padri non sposati, infine, hanno il dovere di soddisfare i diritti dei figli, sanciti dall’articolo 315 bis del codice civile, il quale, al primo comma, afferma che “Il figlio ha diritto di essere mantenuto, educato, istruito e assistito moralmente dai genitori, nel rispetto delle sue capacità, delle sue inclinazioni naturali e delle sue aspirazioni”. Tale diritto vale nei confronti della mamma e del papà, a prescindere dal legame che sussiste tra gli stessi.

Anche se non è sposato con la madre dei suoi figli, il padre ha comunque diversi diritti oltre che precisi obblighi verso la prole

In una coppia sposata il riconoscimento del figlio è automatico, purtroppo lo stesso non può dirsi in caso di coppia non sposata. Il padre non sposato ha innanzitutto il diritto e il dovere di riconoscere il figlio, infatti, se non vi provvede può essere la madre o il figlio a chiedere il riconoscimento, anche rivolgendosi al giudice per far dichiarare la paternità.

Anche i padri single hanno il diritto di prendere le decisioni rilevanti per tutto ciò che riguarda il figlio, specie quando questi è piccolo e non è in grado di provvedervi da solo. Così, a prescindere dal fatto che siano uniti in matrimonio, i genitori hanno in egual misura diritto di decidere in che scuola iscrivere il figlio, come fargli trascorrere il tempo libero e così via, sempre nel rispetto delle inclinazioni del minore.

Laddove il piccolo viva con la madre, il padre ha poi il diritto di frequentarlo e fargli visita, garantendo la propria costante presenza. La ex moglie o compagna non può mai impedirglielo, salvo che ricorrano delle valide e serie ragioni, che comunque non le consentono di allontanare il padre di propria iniziativa, ma che devono essere comunque poste al vaglio di un giudice, che farà i necessari accertamenti.

I padri non sposati, infine, hanno il dovere di soddisfare i diritti dei figli, sanciti dall’articolo 315 bis del codice civile, il quale, al primo comma, afferma che “Il figlio ha diritto di essere mantenuto, educato, istruito e assistito moralmente dai genitori, nel rispetto delle sue capacità, delle sue inclinazioni naturali e delle sue aspirazioni”. Tale diritto vale nei confronti della mamma e del papà, a prescindere dal legame che sussiste tra gli stessi.